Cos'è il bio‑GNL

Il bio-GNL è un biocarburante ottenuto dalla lavorazione di rifiuti organici, come rifiuti organici domestici e industriali, letame e fanghi di depurazione.

Quando avviene la digestione anaerobica dei rifiuti organici, viene emesso biogas durante il processo. I principali componenti di questo biogas sono il metano (CH4) e il diossido di carbonio (CO2). Per produrre bio-GNL, il metano viene separato dal diossido di carbonio e da altri componenti critici, e poi liquefatto. Questo processo di liquefazione aumenta la densità energetica di 600 volte e rende il biocarburante ideale per il trasporto pesante e marittimo.

Il bio-GNL è un biocarburante praticamente a zero emissioni di carbonio. Come sostituto rinnovabile del GNL (Gas Naturale Liquefatto), il bio-GNL offre vantaggi simili a quelli del GNL rispetto al diesel, tra cui:

  • Ridotte emissioni di anidride carbonica
  • Ridotta rumorosità del motore
  • Ridotte emissioni di ossidi di azoto
  • Riduzione significativa delle emissioni di pm (particolato)

Il bilancio delle emissioni di gas serra del bio-GNL well-to-wheel può essere addirittura negativo. Questo è il risultato della separazione del biogas in metano e anidride carbonica. Nordsol cattura l’anidride carbonica per riutilizzarla, evitando che venga rilasciata in atmosfera.

Bio‑GNL, LBM o LBG

Il bio-GNL viene a volte chiamato biometano liquefatto (LBM) o biogas liquefatto (LBG). Sono tre nomi diversi per lo stesso prodotto. Da dove derivano questi nomi?

GNL sta per gas naturale liquefatto. Il gas naturale è composto per circa il 95% da metano, mentre l’LBM e il bio-GNL sono composti per circa il 99,8% da metano. Quindi, tecnicamente il nome biometano liquefatto descrive adeguatamente il prodotto. Tuttavia, dato che il biometano liquefatto è un biocarburante per motori a GNL e viene utilizzato per sostituire il GNL fossile, il nome bio-GNL è quello più comunemente utilizzato.

Perché il bio‑GNL è a emissioni zero?

Il bio-GNL è composto da metano. Quando il metano viene bruciato, viene emesso carbonio sotto forma di CO, che viene rilasciata nell’atmosfera. Qual è la differenza rispetto a un combustibile fossile?

Nella combustione dei combustibili fossili viene rilasciato il carbonio che è rimasto bloccato nel terreno per milioni di anni, mentre la combustione di bio-GNL emette carbonio che fa parte del ciclo biogenico del carbonio. In altre parole, l’uso di combustibili fossili aumenta la quantità totale di carbonio presente in atmosfera, mentre la combustione del bio-GNL restituisce semplicemente il carbonio assorbito dall’atmosfera durante la crescita delle piante. Quindi, nel valutare l’intensità di carbonio di un combustibile nel suo intero ciclo di vita, la fonte del combustibile è un fattore di grande rilevanza.

Cattura e liquefazione della CO₂

Ma c’è un terzo fattore da considerare: l’energia necessaria per produrre il combustibile. In base alla fonte dell’energia (fossile o rinnovabile), la produzione del combustibile aumenta l’intensità di carbonio del combustibile stesso. Nella produzione di bio-GNL, le emissioni di CO derivanti dal consumo di energia del processo di produzione possono essere compensate catturando e riutilizzando la CO del biogas durante il processo stesso. Come già detto, il biogas è composto da metano e CO2. Per produrre bio-GNL, il metano viene separato dalla CO. Catturando e liquefacendo la CO e riutilizzando questa CO biogenica nell’industria al posto della CO di provenienza fossile, il bio-GNL diventa neutro dal punto di vista del carbonio. In effetti, nel suo intero ciclo di vita (well-to-wheel) il bio-GNL può addirittura risultare negativo in quanto a emissioni di carbonio.

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